Bracciali in Ematite, perle in pietra naturale da 6 mm, colore grigio acciaio con riflessi metallici.

Ematite – Bracciale con sfere levigate da 6 mm

Hématite
3,50 

Composto da perle lucidate da 6 mm, questo bracciale in Ematite rivela riflessi metallici grigio acciaio, montato su elastico, in pietra naturale.

Bracciali in vendita singolarmente, da scegliere in base alla misura del polso.

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Riferimento
BR.HEMAT.6M.165
Disk space
Circonferenza interna del braccialetto
  • 16,5 cm - Taglia S - ♀
  • 17 cm - Taglia M - ♀
  • 17,5 cm - Taglia M - ♀
Bracelet
  • Perle da 6 mm
Prodotto disponibile con diverse opzioni

Foto non contrattuali - I bracciali in vendita sono simili alle foto.

Bracciale in Ematite

Proprietà

Questo bracciale in Ematite naturale riunisce perle lucidate da 6 mm su un filo elastico. Il colore grigio acciaio di questa pietra risulta luminoso, con eleganti riflessi effetto specchio. Adatto sia per donna sia per uomo. Scegli semplicemente la misura adatta al tuo polso.

L'Ematite

L’Ematite è un ossido di ferro con formula Fe₂O₃. Cristallizza nel sistema trigonale, ma si trova più spesso in masse compatte o in aggregati lamellari piuttosto che in cristalli isolati ben formati.

Come riconoscerla?
Il colore varia dal grigio acciaio al nero, con lucentezza metallica. È opaca. La durezza è di circa 5,5–6,5 (Mohs). Non presenta uno sfaldamento netto e si rompe con frattura irregolare.

Magnetica o no?
L’Ematite naturale è non magnetica. Se un “bracciale di ematite” è chiaramente magnetizzato, spesso si tratta di un materiale sintetico commercializzato come “ematina” e non di vera ematite naturale.

Varietà e aspetti:
Per orientarti a colpo d’occhio, ecco le principali forme che può assumere l’Ematite:

  • Speculare (specularite) – superfici molto brillanti, quasi “a specchio”, formate da lamelle serrate. Visivamente ricorda un metallo lucidato.
  • “Rosa di ferro” – aggregati di sottili lamelle disposte a rosetta. L’insieme disegna un “fiore” scuro con riflessi metallici.
  • Reniforme (kidney ore) – masse arrotondate e bombate, simili alla forma di un rene. L’aspetto è liscio e compatto.
  • Botrioidale – rilievo “a grappolo”, come piccoli acini d’uva saldati tra loro. Al tatto la superficie presenta numerose cupole arrotondate.
  • Oolitica – insieme di minuscole sferule (ooliti) cementate. Con la lente si notano granuli rotondi regolari.
  • Stalattitica – accrescimenti “pendenti” o piccole colonnine, paragonabili a piccole stalattiti minerali.
  • Lamellare / micacea – lamine sottili e brillanti, talvolta in scagliette. Conferiscono una lucentezza metallica “laminata” caratteristica.
  • Massiva compatta – blocchi densi e omogenei, senza forma cristallina definita. È ciò che accetta meglio la lucidatura metallica in gioielleria.
  • Cristalli tabulari (rari) – cristalli appiattiti del sistema trigonale, talvolta in placche o romboedri poco sviluppati, osservati soprattutto in esemplari da collezione.
  • Martitepseudomorfosi di ematite dopo magnetite: l’ematite sostituisce la magnetite ma ne conserva la forma (spesso ottaedrica).

Per l’uso in gioielleria si privilegiano le forme massive compatte e lamellari di buona densità, perché accettano una lucidatura metallica gradevole. Le texture più friabili (oolitica, terrosa) si prestano meno a una finitura lucida.

Dove e come si forma?
L’Ematite è molto diffusa: si trova in depositi sedimentari (formazioni ferrifere a bande – BIF), in ambienti idrotermali, in rocce metamorfiche e in zone vulcaniche. Costituisce un minerale di ferro primario ed è utilizzata come pigmento rosso fin dall’Antichità.

Consigli di cura

Ciò che preserva la tua Ematite:

  • Durezza naturale: 5,5–6,5 (Mohs). L’ematite si graffia più facilmente del quarzo (7), quindi servono alcune precauzioni.
  • Evita gli urti e togli il gioiello per sport, bricolage o giardinaggio.
  • Riponilo separatamente, lontano da gioielli più duri (quarzo, zaffiro, diamante) per limitare i graffi.
  • Pulizia delicata: panno in microfibra; eventualmente acqua tiepida saponata, quindi asciuga bene.
  • No ultrasuoni né vapore: questi processi possono indebolire la pietra.
  • Evita prodotti chimici aggressivi (candeggina, ammoniaca, acidi) e l’esposizione prolungata ad acqua salata/clorata.
  • Evita sbalzi termici.

Lo sapevi?

Il nome «Ematite» deriva dal greco antico αἷμα (haîma, «sangue») e da αἱματίτης λίθος (haimatítēs líthos, «pietra di sangue»). Quando si riga la pietra su una superficie ruvida o la si riduce in polvere, si ottiene un rosso mattone. Nei testi antichi, in particolare in Plinio il Vecchio, è citata soprattutto per usi medici legati al sangue, ad esempio per aiutare a fermare un’emorragia.

Questa tonalità ricorre anche nell’arte rupestre. A Chauvet-Pont d’Arc (circa 30 000 anni) e a Lascaux (circa 18 000 anni), il rosso delle pitture proviene soprattutto da ematite finemente macinata, l’ocra rossa. Il giallo, più secondario in questo contesto, è generalmente attribuito alla goethite.

In Mesoamerica, l’Ematite ha anche una storia peculiare. Sono stati rinvenuti specchi di ematite lucidata, talvolta formati da lastre accostate e accuratamente lucidate, in contesti rituali, in particolare in siti olmeci come San Lorenzo e La Venta, nonché in siti zapoteci nell’area di Monte Albán. Indossati come pettorali o deposti come offerte, questi oggetti riflettenti testimoniano un notevole sapere tecnico e un uso simbolico dell’Ematite.

Per saperne di più sull’Ematite

Per scoprire le proprietà, le virtù e le cure da dedicare alla tua Ematite, consulta la nostra Guida alle Pietre. Scopri tutto su questa pietra unica e sulle sue caratteristiche.

Scheda tecnica

Gioiello
Bracciale di perle da 5-6 mm
Colore
Grigio / Antracite
Composizione chimica
Ematite: ossido di ferro Fe₂O₃
Classe minerale
Famiglia degli ossidi e idrossidi
Sistema cristallino
Trigonal
Chakra associato/i
1º Chakra radice - Muladhara